Sabbia n.24 intitolata “Movimento”

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Sabbia 24

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
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Sabbia n.24 intitolata “Movimento”

Dopo aver disposto le figurine nella sabbiera inizia a commentare affermando che ha tentato di presentare gli oggetti come in una sequenza cinematografica. Voleva dare un movimento cinematografico. Gli uomini che si muovono rappresentano il tempo. Adesso, dice, ho l’impressione di avere un comportamento più aderente al modo con cui vorrei atteggiarmi con gli altri. Le auto, un poco interrate, rappresentano le mie difficoltà a trovare il tempo a stare in certe cose. I subacquei mi fanno venire in mente che in questo periodo certe mie cose sono un po’ sott’acqua perché le ho accantonate. L’omino, con il libro in mano, è legato a me che sto studiando tutta la mia corsa. La sera riesco a trovare il tempo per andare a pattinare e fare altro: guardare la nazionale di calcio. Durante il liceo avevo meno tempo. I libri fanno correre il mio tempo. Ho un’espressione contenta: si riesce a studiare e nello stesso tempo si riesce a conciliare altre cose. Oggi non ho fatto molto, domani si vedrà! Mi sembra diverso da quando studiavo al liceo ad avevo libera solo la sera per riposarmi. Una sensazione di ‘fluido’ come una corsa: una corsa piacevole.  Mi auguro che il movimento dell’omino con il libro sia positivo e alla fine di esultare!  Se dovessi ridare l’esame a luglio farei indigestione di chimica e non ne potrei proprio più……..!  Movimento che dà la sensazione, di ciò che è consecutivo e consequenziale: movimento fluido non affannoso. Non si dorme, né si sta raccogliendo fiori.  L’attività dinamica non è stressante   è invece tonificante.  Prima ero un cavallo che galoppava con i paraocchi. Gli omini non si accorgevano che stavano correndo o magari camminavano o si muovevano con passo di corsa, ma piuttosto tranquillo. Mi sento piuttosto preoccupata per l’esame. Quando esco non sono solo i miei genitori e i miei libri…….!        Io, adesso, non sono “nello spazio tridimensionale” che è la mia camera”. Lo spazio personale, con una propria professione, è ora più consapevole. Sono un soggetto all’interno della società. Non esiste questa dimensione quando sono in casa. Quando sono e sperimento il ‘fuori’ sono in una dimensione pubblica che consolida il ‘privato’. L’altro confronta ‘me stessa’ come se un compagno provasse la tua lezione ……..!   Un confronto anche se è un po’ una corsa…!

Guardando questa sabbia possiamo notare che entrambe le linee: quella in alto, con i due subacquei e le due automobiline e l’altra, in basso, con la linea dei soggetti in movimento, ovvero la sequenza ripetuta della stessa minuscola figurina di un omino che sta correndo lungo una linea, la prima rossa e iterativamente le successive azzurre sono ‘mosse’. Si può scorgere il moto sinuoso di un doppio serpente. Tenendo presente il tema della ‘fluidità ‘ ci pare importante sottolineare che nella sabbia numero sei (6) era apparsa una figura con una conchiglia. [LINK]

Nella medesima era evidenziata una spirale con una linea che si avvolgeva su se stessa.  In quella attuale, invece, la linea è sciolta… Tale linea pare rappresentare ‘l’andare sinuoso del tempo’. I subacquei, con le bombole sulle spalle, sono pronti ad immergersi. Si ha l’impressione

che queste piccole auto siano un poco bloccate e che Eli cominci a rendersi conto che esse rappresentano una situazione meccanica di disagio che dovrà essere trasformata attraverso il movimento più differenziato e fluido del sub.  Per Isa questo è un movimento di transizione nel quale sta cominciando a sperimentare un nuovo equilibrio che dovrebbe permetterle un salto di qualità. Sta prendendo coscienza (il numero ‘due’ dei subacquei e delle piccole auto lo conferma) delle sue esperienze meccaniche e meno differenziate e sta cercando di trasformarle ed integrarle attraverso un movimento ‘più differenziato e fluido’. Eloisa mette nella sabbiera, in modo iterativo, figure caricaturali. Quando notiamo nella sabbia ‘un’evidenza teatrale’   dei lemmi probabilmente la paziente sta cercando, in questo modo, di prendere le distanze ed esorcizzare le proprie paure.

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