Sabbia n 31 intitolata Bosco

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Sabbia n 31 Bosco

Marco Vettori
marco.vettori.512@psypec.it
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SABBIA n.31 intitolata “Bosco”.

Dopo aver riflettuto qualche minuto Eloisa si mette a lavorare la sabbia. Si ferma poi a pensare per scegliere le figurine adatte al tipo di immagine che vuol presentare. Completata la sabbia inizia il commento:” Avrei bisogno che la sabbia fosse di plastica per lavorare la sabbia come vorrei: ho voluto mettere un bosco nella sabbiera dove ci studio dentro. Quando mi dedico allo studio vedo le cose in modo più semplice e la mia interpretazione della realtà si esemplifica. Per riuscire a concentrarmi ho bisogno di isolarmi in un boschetto. Quando mi sento tesa mi metto a respirare  e mi rilasso, ma non voglio rilassarmi troppo perché altrimenti mi addormento. La sabbia è troppo semplice: ho rappresentato un bosco dove posso studiare in pace. Nel bosco non ho nient’altro da fare che studiare e rimanere nella natura! Nella realtà faccio altre cose Per scansare cose fastidiose, a volte, uso l’alibi che devo studiare. Gli esami, comunque, non sono certo rose e fiori.  Respirando l’aria del bosco cerco rilassamento. Nell’aria del bosco mi rilasso e respiro e trovo ciò che mi aiuta e mi permette di essere in pace con tutto. L’estate scorsa quando la mia amica mi ha chiamato a fare il bagno, io mi sentivo a contatto con la natura: l’acqua il bosco e Charlotte. Avrei voluto mettere nella sabbia l’omino che legge il libro.  La sabbia equivale ad uno spazio di rilassamento che mi fa stare bene!”

Eloisa dopo aver camminato a lungo si ferma a prendere una boccata d’aria. In questa sabbia pare che Eli stia attraversando uno spazio regressivo. Nella sabbiera sono stati inseriti degli alberi di legno piuttosto rigidi che sembrano indicare il desiderio della paziente di proteggersi da una natura  troppa libera. In questo momento parti “poco tridimensionali” paiono avere il sopravvento: Può essere che sia: “Un recouler pour mieux sauter”.

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