Riflessioni sul Vangelo di Don Umberto Cocconi: Il cuore indurito si troverà completamente disorientato davanti al Cuore di Gesù che lo ama

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Don Umberto Cocconi

Ascoltate un’altra parabola: C’era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l’affidò a dei vignaioli e se ne andò. Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l’altro lo uccisero, l’altro lo lapidarono. Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l’eredità. E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero. Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli?». Gli rispondono: «Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri?». Udite queste parabole, i sommi sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro e cercavano di catturarlo; ma avevano paura della folla che lo considerava un profeta (Vangelo secondo Matteo).

Gesù vive l’esperienza dell’esclusione, dell’essere preso e buttato fuori dalla Città. Proprio quest’essere scartato è ciò che gli dà il potere di recuperare tutti gli “scartati” della Storia umana. La Storia umana è una vicenda di esclusioni, è una storia di morte, come lo è quella del Cristo. Il recupero è reso possibile dall’antidoto a tutte queste morti, che si genera proprio da una vita vissuta per amore. Il Signore Gesù ci ama, lì proprio dove lui per primo si è fatto spazzatura, e lì che trovi quell’Amore senza misura. È un amore che abbraccia tutti, ma prima di tutto abbraccia coloro che lo hanno reso “amore rifiutato”. Questa è la cosa sconvolgente: i nemici di Gesù si scoprono amati, persino dinnanzi nell’atto estremo della loro cattiveria, il dare la morte. Quel materiale scartato dagli uomini, quella pietra buttata via, diventa così per Dio: “testata d’angolo”. Siamo in presenza di un rovesciamento assiale, così a partire da Gesù, il Crocifisso-Risorto, lo scartato della storia, si compie la salvezza del mondo. Cosa ci insegna e indica la pietra scartata? Esiste una logica che vince senza dominare, che resiste senza sacrificare ciò che è più Sacro: la Vita. La pietra angolare, quella che non si vede neanche bene, ma che, stando nell’angolo, luogo strategicamente decisivo, risulta essenziale, fa la differenza, mantiene gli equilibri e li certifica, con un assetto diverso e inattaccabile. Dicendo sì o no al materiale della costruzione, alla pietra, da tenere o scartare, si compie l’atto che rilancia una nuova generatività. Lo scandalo della morte di Gesù rimane, dunque, come un macigno nel quale inciampare sempre: per fare di quel sasso d’inciampo, la pietra sulla quale costruire tutta la casa della nostra vita, della nostra fede, del nostro modo di vedere la Storia, il mondo e la Chiesa. È questa la sfida che lancia Pietro stesso quando, parlando davanti al Sinedrio, afferma: «La pietra scartata dai costruttori è diventata la pietra d’angolo» e si riferisce proprio a Cristo: «Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo» (Atti 4, 11). Coloro che ascoltano, i principi dei sacerdoti e i farisei, comprendano che questa parabola è per loro e per questo prendono una decisione che non è altro che il compimento della profezia contenuta in essa. C’è una sapienza dei dotti che non è sapienza del cuore, che non si lascia scalfire da questo Amore. E questa sapienza così si trasforma in una intelligenza diabolica, in una “sapienza” che diventa capacità di dare la morte, invece che generare vita. Ed è proprio questa “sapienza al contrario” che genera colui che è “scartato”, il quale proprio accogliendo il suo destino di donare la sua vita per amore raggiungerà ogni cuore indurito. Il cuore indurito si troverà completamente disorientato davanti al Cuore di Gesù che lo ama. Un’ulteriore riflessione: pensate a che cosa capita all’uva per diventare vino e pensate a che cosa capita al grano per diventare pane. Il pane e il vino eucaristici sono frutto di violenza: il chicco e l’acino devono essere schiacciati, macinati, lavorati e fermentati per diventare pane e vino. Se ci pensiamo bene la vigna richiama la vendemmia, la pigiatura, la spremitura. È proprio in quella dinamica del Figlio ucciso che c’è l’eredità e il frutto, la vita e la gioia.

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