CASA

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Casa è il luogo onde si parte.
A mano a mano che diventiamo più vecchi,
il mondo diventa più strano
la trama più complicata
di morti e di viventi.
Non il momento intenso
isolato, senza prima né poi,
ma una vita che brucia in ogni momento
e non la vita di un uomo soltanto
ma di vecchie pietre che non si possono decifrare.

Thomas Eliot

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CASA

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Una città infelice è una città depressa senza futuro, incapace di esprimere il proprio potenziale. La prima casa è il luogo indispensabile dove coltivare la propria felicità. La prima casa, un bene primario, un diritto sociale, un problema crescente anche nel nostro territorio e che si manifesta in tutta la sua drammaticità. Il problema abitativo è una discriminante fondamentale per la definizione della qualità di civiltà di un territorio. Politica della prima casa che non può non rientrare nel nuovo indirizzo di welfare e dei diritti sociali. Il crescente disagio sociale relativo alla mancanza di abitazioni idonee ad accogliere persone, famiglie, nuclei conviventi, studenti a costi contenuti sta divenendo una esigenza primaria della società post industriale. Un problema di politica sulla prima casa a cui si deve porre mano con urgenza: ai livelli di affitto insostenibili per le retribuzioni presenti, si aggiungono difficoltà di acquisto per i redditi da lavoro, le necessità di alloggio a costi contenuti per gli studenti, gli anziani le minoranze etniche e per i profughi di guerre. Si è passati dalla casa per la persona, alla finanza della casa in cui l’individuo è complemento strumentale, chiamato ad alimentare, con contributi a volte vessatori, il massacro territoriale, una cementificazione spesso senza qualità. Un problema che coinvolge anche il nostro territorio, in modo marcato, non più differibile, ma anzi necessita di una seria volontà di impegno politico affinché il contesto cambi radicalmente. Vi sono esempi nel mondo anglosassone da cui apprendere, così come credo esistano capacità e risorse locali per affrontare seriamente il problema prima che esploda e degeneri. Un anno fa feci una protesta perché i politici locali ponessero "la politica della prima casa" come priorità, prendessero in seria considerazione la necessità di impegnarsi in questo problema a tutt’oggi non solo irrisolto, ma accresciuto, fonte di un disagio sociale, insostenibile solo attraverso le politiche dei servizi sociali. E’ un problema che deve essere affrontato nella sua dimensione politica, di mercato, nella formazione della sua criticità. Non può esserci qualità sociale senza casa. La prima casa non è un bene per la garanzia di terzi, ma è un bene unicamente delle persone che la abitano. La prima casa è la condizione indispensabile per l’autorealizzazione, per la dignità della persona. (Parma, 22 aprile 2003)

Luigi Boschi

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