PARMA E L’UNITA’ D’ITALIA

PARMA: CRONACA DI UNA CITTA’ NEI SECOLI
a cura di Luigi Boschi

Parma dal Ducato all’Unità nazionale
1859: Una società civile e le sue istituzioni nella crisi della transizione

In forza dell’atto del 15 agosto 1859 del Municipio di Parma, il Ducato di Parma è stato soppresso e il suo territorio è entrato a far parte del Regno d’Italia, come Provincia di Parma.

Questa delibera era stata assunta in un clima di entusiasmo che non permise di valutare criticamente il valore di un patrimonio che, se dopo la partenza della Duchessa, fosse stato dichiarato proprietà del demanio provinciale, come aveva suggerito l’inascoltato Filippo Linati, avrebbe potuto arricchire l’economia delle pubbliche amministrazioni cittadine e provinciali. Una serie successiva di leggi privò Parma e il suo territorio di uno straordinario patrimonio artistico.

PARMA: IL DUCATO

PARMA: CRONACA DI UNA CITTA’ NEI SECOLI
a cura di Luigi Boschi

Il Ducato
I Farnese
I Borbone
Napoleone
Maria Luigia
I Borbone

Il Ducato
Luigi XII succede in Francia a Carlo VIII e diventa Duca di Milano (1498). Con azione militare condotta da Gian Giacomo Trivulzio, i Francesi conquistano Parma (1499). Fra il 1500 e il 1512 Parma fu tenuta dai Francesi[1] con tirannia e violenza, continuamente lacerata dalle lotte interne. Alessandro Farnese, la cui carriera ecclesiastica fu agevolata all’inizio dalla relazione che la sorella Giulia teneva col Papa Alessandro Borgia, con decreto di Giulio II diventa Vescovo di Parma (1509). A seguito del ritiro dei Francesi dall’Italia dopo la battaglia di Ravenna, nel 1512 lo Stato Pontificio occupa Parma e Piacenza rivendicandone il possesso in quanto parte dell’esarcato di Ravenna restituito alla Chiesa da Astolfo re dei Longobardi. I francesi occuparono di nuovo i territori nel 1515 e Massimiliano Sforza, figlio di Ludovico il Moro, recupera, sotto la signoria Sforzesca, Milano e Parma. Ma nell’agosto del 1521 un esercito papale-spagnolo assediò Parma e ne prendeva possesso in nome di Papa Leone X che morì poco dopo.

PARMA: DAL MEDIOEVO ALLA SIGNORIA

PARMA: CRONACA NEI SECOLI DI UNA CITTA’
a cura di Luigi Boschi


Indice

Il Medioevo
Il Comune

Le Signorie


IL MEDIOEVO

Parma, all’inizio del secondo millennio, è stata una delle città all’avanguardia nella cultura italiana e nella nascente cultura volgare, esercitando una certa influenza anche su altre città settentrionali.[1] Si era circondata di mura, marcando così la sua differente identità socio-culturale di comunità dal territorio circostante. Le costruzioni delle città in quel periodo erano principalmente di legno, facili ad incendi disastrosi.

PARMA: DALLE ORIGINI ALL’IMPERO ROMANO

PARMA, CRONACA DI UNA CITTA’ NEI SECOLI
a cura di Luigi Boschi

Indice

Le origini
Primi insediamenti
I Romani
Origini della Chiesa a Parma
Le invasioni barbariche
Sacro Romano Impero



1. Le origini
Nei terreni ai piedi delle colline di Parma, a Traversetolo, si sono trovate tracce di attività umana. Giacimenti e resti di manufatti che testimoniano la presenza nel territorio parmense dell’uomo preistorico di Neanderthal[1] che dominò il Paleolitico, periodo più antico dell’età della pietra.

Siamo nel Quaternario medio, penultimo periodo glaciale, riconducibile a circa 200.000 anni fa. Un ambiente caratterizzato da un clima arido e freddo con i ghiacciai alpini che si affacciavano in Val Padana.

PARMA, 8 SETTEMBRE 1943

25 luglio: alla notizia delle dimissioni di Mussolini, annunciata dai microfoni dell’EIAR, i parmigiani si riversano in piazza manifestando il loro giubilo. Un corteo si reca alle carceri di San Francesco per chiedere la liberazione dei detenuti politici.

26 luglio: si forma un corteo che proveniente da via D’Azeglio diretto in piazza ma trova l’accesso bloccato dalla forza pubblica, direttosi verso via Garibaldi si incrocia con un secondo corteo qui viene improvvisato un comizio, ma la forza pubblica disperde l’assembramento lasciando alcuni feriti. I dimostranti si ricomposero in piazza ove l’avvocato Giuseppe Barbieri tentò di tenere un comizio ma viene arrestato. Mentre le sedi fasciste più importanti vengono presidiate dall’esercito quelle rionali, sguarnite, sono prese d’assalto e devastate dai dimostranti. Gli uffici pubblici sono invasi ritratti e busti del Duce sono distrutti. L’Oltretorrente viene presidiato costantemente da pattuglie dell’esercito. L’atmosfera in città è festosa. Nello studio dell’avvocato Paolo Venturini si riuniscono i membri del “Comitato d’azione antifascista” che chiedono un contatto con le autorità, fra i membri più attivi: Primo Savani (PCI), Giuseppe Micheli (DC), Ferdinando Bernini (PSI) e Aristide Foà (Pd’A). Il comitato assunse una veste semilegale, non essendo autorizzato alcun riconoscimento dei aprtiti politici da parte del governo Badoglio.

FEDERICO II E LA CITTA’ DI VITTORIA

VIDEO -Incontro con: Roberto Greci
Docente di storia medievale Università di Parma

Relazione di Roberto Greci al “VEGADINNER” del 30/11/2005 sull’assedio di Parma fatto da Federico II, la difesa, la fuga dell’imperatore Svevo e la vittoria di Parma.
(durata: 29,40 min)

Parma, 30 novembre 2005

vedi articolo“Federico II e la città di Vittoria”

Autore, regia, riprese e montaggio: Luigi Boschi
Postproduzione: Arcoiris
Produzione: Florance